Il Messaggio delle Apparizioni V

 Il Messaggio delle Apparizioni di Fatima V

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Durante tutta la notte tra il 12 e il 13 ottobre 1917 e tutta la mattina del 13 ottobre cade una pioggia continua, insistente e a volte torrenziale su Fatima, ma ciò non ferma i pellegrini che raggiungono un numero stimato fra le cinquantamila e le settantamila persone. Verso le undici e mezza arrivano i tre pastorelli, sotto la pioggia. Lucia domanda alla folla, che acconsente, di chiudere gli ombrelli per recitare il rosario. A mezzogiorno la Madonna compare sul piccolo leccio, preceduta come le altre volte dal lampo da oriente. La pioggia cessa del tutto e, di
colpo, il cielo si rasserena.
– Che cosa vuole da me Vostra Grazia? Chiede Lucia.
– Voglio dirti che si faccia qui una cappella in mio onore. Io sono Nostra Signora del Rosario. Che si continui sempre a recitare il rosario tutti i giorni. La guerra sta per finire e i soldati ritorneranno presto alle loro famiglie.
– Avrei molte cose da chiedervi: di guarire alcuni malati e convertire alcuni peccatori, ecc.
– Gli uni sì, gli altri no. Bisogna che si correggano, che domandino perdono dei loro peccati. Poi, prendendo una espressione più triste: – Che non si offenda di più Dio, Nostro Signore, perché è già troppo offeso! Aprendo le mani fece con esse specchio al sole. E, mentre si innalzava, il riflesso della sua luce continuava a proiettarsi sul sole.
Ecco il motivo per il quale ho gridato che guardassero il sole. Il mio scopo non era di richiamare l’attenzione della folla da quel lato: non mi rendevo neppure conto della sua presenza; lo feci soltanto perché trascinata da un moto interiore
che mi spingeva … Anche questa volta, durante il colloquio, per tre volte, alla base del piccolo leccio, si forma, visibile alla folla, una nube che si ingrandisce e si solleva fina a cinque o sei metri di altezza per poi dissolversi come se fosse il
fumo di un grande turibolo dell'incenso.
Quando Nostra Signora si eleva in cielo per allontanarsi, Lucia grida: “Se ne va! Se ne va!” e poi: “Guardate il sole!” Comincia per la folla il miracolo del sole.
Il sole appare allo zenit, nel cielo senza nuvole, come un disco dal bordo ben netto
che è possibile fissare senza danno per gli occhi; esso ha un colore bianco ben chiaro, con sfumature perlacee, da non confondere con quello di un sole velato.
All’improvviso, a tre riprese separate da brevi intervalli, il sole si mette a tremare, a scuotersi con movimenti bruschi, a girare su se stesso, come un fuoco di artificio, a velocità vertiginosa, lanciando intorno fasci di luce abbagliante di tutti
i colori dell’arcobaleno, raggi che coloravano la folla. All’ultima delle tre riprese, dalla folla si alza un clamore, come un grido di angoscia e di terrore: il sole, conservando il suo moto vorticoso di rotazione sembra staccarsi dal firmamento e, rosso sangue, sembra piombare verso la terra, scendendo verso destra con movimenti bruschi, minacciando di schiacciare tutti con la sua massa infuocata mentre un calore intenso si fa sentire. Precipitato fin quasi alla linea dell'orizzonte il sole rimonta verso lo zenit, spostandosi verso sinistra, e, infine, si arresta. La folla, passato il terrore, si scopre, con sua sorpresa, asciutta da fradicia che era. Il miracolo è durato circa dieci minuti, è stato visto da tutti, come preannunciato dalla Madonna, e non solo nella Cova da Iria ma anche a distanza di qualche decina di chilometri (villaggi di Alburitel e di Sao Pedro De Muel). Il grande miracolo del sole, visto da decine e decine di migliaia di persone, preannunciato mesi prima, ci appare come il sigillo visibile, tangibile, incontestabile, che Dio ha voluto apporre alle apparizioni di Fatima, alle profezie, alle promesse, agli avvertimenti che la Madre Sua Immacolata è venuta a rivelare alla Cova da Iria.