Catechesi: Mons. Elio Ciccioni, il Messaggio di Fatima IV

 

Un messaggio di responsabilità e di speranza
5 aprile 2017

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Per tutto il secolo scorso, individui di ogni parte del mondo hanno sviluppato delle teorie per decifrare il messaggio nascosto dei tre “segreti” di Fatima, ma suor Lucia disse che l’interpretazione apparteneva non al veggente bensì alla Chiesa. La Chiesa ha il compito di interpretare i vari segni e i simboli di Nostra Signora di Fatima per offrire ai fedeli una chiara guida nella comprensione di ciò che Dio vuole rivelarci. Nell’immaginario comune si parla dei tre “segreti” di Fatima; in realtà, come accennato in un precedente articolo, esso è considerato un unico messaggio diviso in tre parti, di cui la prima riguarda la visione dell’inferno, la seconda la consacrazione della Russia al Cuore Immacolato di Maria, la terza l’invito alla penitenza e al sacrificio del Santo Padre, dei Vescovi, dei sacerdoti e dei martiri della Chiesa.

La parola chiave di questo “segreto” è il triplice grido di nostra Signora “penitenza, penitenza, penitenza”. La Madonna ha cercato di ricordare al mondo la necessità di allontanarsi dal male e di riparare ai danni provocati dai nostri peccati. Questa è la “chiave” per comprendere il resto del “segreto”.

Un altro aspetto importante è stato messo in rilievo nella relazione del 2000 che l’allora Card. Joseph Ratzinger, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, fece sulla interpretazione a livello teologico del terzo segreto. Egli scrive: Viene sottolineata l’importanza della libertà dell’uomo: il futuro non è affatto determinato in modo immutabile, e l’immagine, che i bambini videro, non è affatto un film anticipato del futuro, del quale nulla potrebbe più essere cambiato. Tutta quanta la visione avviene in realtà solo per richiamare sullo scenario la libertà e per volgerla in una direzione positiva… Il senso della visione… è… quello di mobilitare le forze del cambiamento in bene. Contrariamente alla convinzione popolare, dunque, le intense visioni offerte da Nostra Signora di Fatima non sono una previsione di quello che accadrà. Sono una previsione di quello che potrebbe succedere se non risponderemo all’appello alla penitenza e alla conversione del cuore che la Madonna ci ha rivolto. Quindi la Madonna ci presenta una visione della storia e delle vicende dell’uomo, non deterministica, soggetta ad un destino ineluttabile, ma una storia in divenire che può addirittura essere modificata con il nostro libero arbitrio.

In questo percorso un ruolo privilegiato è quello della preghiera (Rosario, primi cinque sabati del mese, riparazione etc.). Il pensiero va spontaneamente alla preghiera di Mosè che, quando sul monte alzava le mani, Israele prevaleva, mentre quando le lasciava cadere prevaleva Amalek. Ed è proprio in questo aspetto che la fede si manifesta non solo come rapporto personale e intimistico con il Signore, ma diventa esperienza che tocca la nostra realtà concreta di persone, del nostro vivere, del nostro costruire la città degli uomini affidata alla nostra responsabilità.

Infine, nonostante la descrizione apocalittica del “segreto”, soprattutto nella terza parte quando parla della morte del Santo Padre e della persecuzione dei cristiani, esso è un messaggio di speranza, perché alla fine il Cuore Immacolato di Maria trionferà. Pertanto il “segreto” di Fatima ci dà speranza: in questo mondo lacerato dall’odio, dall’egoismo e dalla guerra, Satana non trionferà, e i suoi piani malvagi verranno ostacolati dal Cuore Immacolato di Maria. Ci potrà essere sofferenza nel prossimo futuro, del resto il cammino della Chiesa è tale fin dai suoi esordi, ma se ci aggrappiamo a Gesù e a Sua Madre con loro potremo costruire il destino dell’uomo e uscire vittoriosi. 

 

Mons. Elio Ciccioni

Vicario generale

Diocesi di San Marino-Montefeltro