Catechesi: Mons. Elio Ciccioni, il Messaggio di Fatima II

«Pregate, pregate molto!»

30 gennaio 2017

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Gli appelli della Madonna a Fatima

I Pastorelli di Fatima ai quali apparve la Madonna per sei volte dal 13 maggio al 13 ottobre 1917 furono Lucia Dos Santos, di dieci anni, Giacinta e Francisco Marto, di sette e nove anni.
Le apparizioni hanno un significato e un contenuto che non riguarda solo il tempo in cui sono avvenute, ma invitano ad alzare lo sguardo in avanti, nel tempo, nella storia, fino al destino ultimo dell’uomo: l’eternità.

Alle apparizioni sono legati i famosi tre segreti di Fatima; in realtà è un solo segreto diviso in tre parti cui accennerò brevemente. La prima parte è per i veggenti e mostra loro la visione dell’inferno, dove vi sono le anime dei dannati. La seconda preannuncia la fine della guerra che si stava combattendo (1915-18) e la minaccia di una nuova guerra peggiore di quella allora in atto, se gli uomini non si fossero convertiti. Tralascio la terza parte del segreto perché nel 2000 fu spiegata e diffusa dal Santo Padre Giovanni Paolo II, commentata dall’allora Card. Ratzinger, prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, chiarita dal Card. Bertone, allora Segretario di Stato Vaticano, ma suscita ancora dubbi e polemiche sulla sua interpretazione. Rimando per questo ai numerosi scritti in proposito. Vorrei solo citare l’autorevolezza che i segreti hanno in se stessi: i tre fanciulli non potevano immaginare una visione dell’inferno così cruda nel suo realismo, né tantomeno conoscere le profonde motivazioni spirituali che sono la causa della perdizione eterna. Tanto meno i tre fanciulli, nel pieno della prima guerra mondiale, quando forse ormai il mondo ne sentiva tutto il peso e aveva capito la definizione di “inutile strage” come Benedetto XV l’aveva bollata, potevano immaginare, come invece annunceranno, che se gli uomini non si convertiranno scoppierà un’altra guerra mondiale peggiore della prima. Né potevano immaginare, come invece dirà loro la Madonna, la necessità della consacrazione della Russia al Suo Cuore Immacolato, altrimenti tramite il marxismo ateo avrebbe diffuso nel mondo i suoi errori perniciosi. Non dimentichiamo che siamo nel 1917, l’anno della rivoluzione russa che tante speranze aveva suscitato per un’era di riscatto e di maggiore giustizia per il popolo. Ebbene la Madonna parla della possibilità di evitare questi flagelli oppure di attutirli, attraverso la conversione e un rinnovato cambiamento di vita e di mentalità che comprende tanti appelli: Appello alla Fede, Appello alla Adorazione, Appello alla Speranza, Appello all’Amore, Appello al Perdono, Appello alla Preghiera, Appello al Sacrificio, Appello alla partecipazione all’Eucaristia, Appello alla intimità con la Santissima Trinità.

Qui vorrei sottolineare solo l’appello alla preghiera, rimandando ad un prossimo articolo quelli alla penitenza e alla conversione: Pregate! Pregate molto! Questo appello ha avuto luogo nella seconda apparizione dell’Angelo, cioè quelle apparizioni di un messaggero celeste, iniziate un anno prima per preparare i fanciulli all’incontro con la Madre di Dio: Pregate, pregate molto! – dice l’Angelo ai bambini: I Cuori di Gesù e di Maria hanno su di voi disegni di misericordia. Offrite costantemente all’Altissimo preghiere e sacrifici. Questo appello ci rinnova il richiamo di Gesù: «Vegliate e pregate» (Mt 26,41). La preghiera è necessaria a tutti. Possiamo pregare in molti modi: con la preghiera vocale, con la preghiera mentale e persino facendo del nostro lavoro una preghiera. Dice suor Lucia: «Dobbiamo santificare il nostro lavoro, il nostro riposo, il nostro nutrimento, le nostre divagazioni oneste, come se fossero un’orazione permanente. Sapendo che Dio è presente, ci basta ricordarlo e ogni tanto rivolgergli qualche parola: sia d’amore – Ti amo Signore! – sia di ringraziamento – Grazie Signore, per tutti i tuoi benefici! – sia di supplica – Signore, aiutami ad esserti fedele! Perdona i miei peccati, le mie ingratitudini, le mie freddezze, le mie incomprensioni, le mie scivolate – sia di lode – Ti benedico Signore, per la tua grandezza, per la tua bontà, per la tua sapienza, per il tuo potere, per la tua misericordia, per la tua giustizia, per il tuo amore».

L’Angelo di Fatima insegna questa preghiera:
«Mio Dio io credo, adoro, spero e Ti amo, ti chiedo perdono per tutti quelli che non credono, non adorano, non sperano e non Ti amano. Santissima Trinità, Padre Figlio e Spirito Santo, Vi adoro profondamente e Vi offro il preziosissimo Corpo Sangue Anima e Divinità di Gesù Cristo, presente in tutti i tabernacoli della terra, in riparazione degli oltraggi, dei sacrilegi e delle indifferenze con cui è offeso. E per i meriti infiniti del Sacratissimo Cuore di Gesù e per l’intercessione del Cuore Immacolato di Maria, Vi chiedo la conversione dei poveri peccatori».

Lucia scriverà: «Le parole dell’Angelo segnarono così profondamente i nostri cuori, che mai abbiamo dimenticato. A partire da questo momento molte volte recitiamo la preghiera, prostrati a terra, come l’abbiamo visto fare all’Angelo e ripetiamo le sue parole fino a quando non ci sentiamo esausti». Con questo esercitavano una generosità eroica a favore della conversione dei peccatori. Preghiera che torna ad essere proposta anche a noi, perché il messaggio di Fatima mantiene la sua scottante attualità.

Mons. Elio Ciccioni
Vicario generale
Diocesi di San Marino-Montefeltro