Il Messaggio delle apparizioni di Fatima II

 

 Il Messaggio delle apparizioni di Fatima II

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 Segue a questo punto una visione che rappresenta la terza parte del Segreto. Va però prima specificato che la terza parte del segreto, scritta sempre da Lucia, il 3 gennaio 1944, per ordine del Vescovo di Leiria non fu pubblicata subito. Per volere di Suor Lucia essa poteva essere aperta solo dopo il 1960, perché allora si sarebbe potuto capire meglio. Per tale motivo questa parte fu custodita prima presso il Vescovo di Leiria e poi, dal 4 Aprile del 1957, presso l’Archivio Segreto dell’allora Sant’Uffizio. Nel 1959, la busta contenente la terza parte del segreto fu portata a Papa Giovanni XXIII, che decise di non rivelarne il contenuto. Qualche anno dopo, il 27 Marzo 1965, Papa Paolo VI lesse il contenuto, decidendo anch’egli di non palesarne il testo e rinviando la busta all’Archivio del Sant’Uffizio. Fu Papa Giovanni Paolo II a decidere di rendere pubblico il testo della terza parte del «Segreto di Fatima».
La terza parte del Segreto di Fatima viene descritta così da Lucia: “Dopo le due parti che già ho esposto, abbiamo visto al lato sinistro di Nostra Signora un poco più in alto un Angelo con una spada di fuoco nella mano sinistra; scintillando emetteva fiamme che sembrava dovessero incendiare il mondo; ma si spegnevano al contatto dello splendore che Nostra Signora emanava dalla sua mano destra verso di lui. L’Angelo indicando la terra con la mano destra, con voce forte disse: Penitenza, Penitenza, Penitenza! E vedemmo in una luce immensa che è Dio: “qualcosa di simile a come si vedono le persone in uno specchio quando vi passano davanti” un Vescovo vestito di Bianco “abbiamo avuto il presentimento che fosse il Santo Padre”. Vari altri Vescovi, Sacerdoti, religiosi e religiose salire una montagna ripida, in cima alla quale c’era una grande Croce di tronchi grezzi come se fosse di sughero con la corteccia; il Santo Padre, prima di arrivarvi, attraversò una grande città mezza in rovina e mezzo tremulo con passo vacillante, afflitto di dolore e di pena, pregava per le anime dei cadaveri che incontrava nel suo cammino; giunto alla cima del monte, prostrato in ginocchio ai piedi della grande Croce venne ucciso da un gruppo di soldati che gli spararono vari colpi di arma da fuoco e frecce, e allo stesso modo morirono gli uni dopo gli altri i Vescovi, Sacerdoti, religiosi e religiose e varie persone secolari, uomini e donne di varie classi e posizioni. Sotto i due bracci della Croce c’erano due Angeli ognuno con un innaffiatoio di cristallo nella mano, nei quali raccoglievano il sangue dei Martiri e con esso irrigavano le anime che si avvicinavano a Dio”