Giubileo della Misericordia: le Opere di Misericordia Consigliare i dubbiosi

 

 Giubileo della Misericordia: le Opere di Misericordia

----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

 
Prima Opera di Misericordia spirituale: Consigliare i dubbiosi
L’esperienza della nostra vita ci rivela che porsi delle domande, dubitare, fare ipotesi, fa parte di noi e che è di stimolo per crescere nel sapere. Il dubbio fa parte anche della nostra fede perché ci aiuta a domandarci il senso di ciò che crediamo, a ricercare la verità, ad approfondire il Mistero; oppure esprime un disagio dell’anima, una difficoltà spirituale o morale. Finché una persona dubita si mette in cammino, continua a cercare la verità e ha voglia di vivere. Quest’opera di misericordia ci invita a dar consiglio a chi ne ha bisogno. Si tratta dunque di esortare e indirizzare il prossimo a far qualche bene che non farebbe o a fuggire da qualche male che commetterebbe se non gli si desse un buon consiglio. Consigliare, dunque, non è dirigere né imporre, non è manipolare né abusare, nemmeno adulare né sedurre. Si tratta di aiutare a distinguere, a discernere tra più possibilità ma lasciando sempre all’altro la libertà di scelta e decisione. La tradizione biblica sottolinea l’importanza del Consiglio: “Senza una direzione un popolo decade, il successo sta nel buon numero dei consiglieri” (Pr.11, 14), “Il consiglio del saggio è come una sorgente di vita” (Sir.21,13), e allo stesso tempo mette in guardia sulla delicatezza e i pericoli del consigliare (Cfr. Sir.37,7-15). Noi viviamo in una società che sembra privilegiare il dubbio: secondo qualcuno esso sarebbe il segno di una mente libera e aperta a tutti i valori, mentre le certezze (e in particolare le certezze di fede) esprimerebbero angustia, dogmatismo, intolleranza, chiusura al dialogo. Se però si fa un po’ di attenzione, non è difficile rendersi conto che quanti colpevolizzano l’indubitabilità dei credenti, hanno sempre essi stessi delle convinzioni che ritengono indiscutibili. Dobbiamo ricordare che la Scrittura stessa pone il credente in una dimensione di incertezza salvifica “quale uomo può conoscere il volere di Dio? Chi può immaginare che cosa vuole il Signore? I ragionamenti dei mortali sono timidi e incerte le nostre riflessioni” (Sap.9,13-14), e ancora “perché i miei pensieri non sono i vostri pensieri, le vostre vie non sono le mie vie” (Is.55,8). Quindi, il dubbio è parte importante della nostra vita e ci spinge a chiedere consiglio per fare le scelte o prendere le decisioni giuste. E’ anche necessario ricordare che il Consiglio è uno dei doni dello Spirito Santo. Lo Spirito di Consiglio come sappiamo è quello che illumina il nostro cuore, così da farci comprendere il modo giusto di parlare e di comportarci e la via da seguire. E’ quello che ci dona la capacità di leggere la vita e in particolare le vicende più difficili e apparentemente senza speranza con gli occhi di Dio. Solo nell’intimità con Dio e nell’ascolto della sua Parola, pian piano mettiamo da parte la nostra logica personale, per scoprire la Sua Volontà e ciò che è veramente giusto. Perciò per consigliare è imprescindibile saper ascoltare Dio che è l’unico capace di illuminare il nostro cuore, “Il Signore mi ha dato consiglio, anche di notte il mio cuore mi istruisce” (Sal.16,7). Per questo abbiamo dinanzi a noi una opera di misericordia che non è per niente meno importante di tutte le opere corporali.
.