Giubileo della Misericordia:“Dar da mangiare agli affamati

 

 Giubileo della Misericordia: le Opere di Misericordia

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La prima opera di misericordia corporale è “DAR DA MANGIARE AGLI AFFAMATI”. Ogni giorno molti passano dalla denutrizione alla morte, migliaia muoiono di fame! Si tratta di uno scandaloso dramma della nostra società, dove il pane c’è, ma chi ha cibo in abbondanza non lo dà o non permette che lo si dia perché ciò va contro gli interessi di mercato, contro il guadagno e l’aumento del proprio capitale. In questo modo, per un disumano rispetto alle sole leggi economiche o di finanza si impedisce a tanti affamati di poter afferrare dalla grande cesta dell’opulenza dei ricchi, paesi o persone, quel pane indispensabile alla propria sopravvivenza e a quella delle loro famiglie. In molte nazioni si tratta di una società che ancora oggi si definisce cristiana oppure altre che si ritengono talmente evolute da non pensare più a chi è nella peggiore delle sofferenze. Dobbiamo ricordare che il primo rendiconto al giudizio finale riguarda proprio la fame del Cristo incarnato in ogni persona affamata: “ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto fame e non mi avete dato da mangiare” (Mt 25,31–46). Insegna San Giacomo: “Se un fratello o una sorella non hanno vestiti e mancano del cibo quotidiano, e uno di voi dice loro: «Andate in pace, scaldatevi e saziatevi», ma non date loro le cose necessarie al corpo, a che cosa serve? Così è della fede; se non ha opere, è per se stessa morta” (Gc 2,14–17). Poi, scrive San Cesario, vescovo di Arles: “Dio su questa terra ha fame e sete nella persona di tutti i poveri, come ha detto egli stesso: Ogni volta che avete fatto queste cose a uno di questi miei fratelli più piccoli, lo avete fatto a me. Quel Dio che si degna di ricompensare in cielo vuole ricevere qui in terra. E chi siamo noi che quando Dio dona vogliamo ricevere e quando chiede non vogliamo dare? Quando un povero ha fame, è Cristo che ha fame. Non disprezzare dunque la miseria dei poveri, se vuoi sperare con sicurezza il perdono dei peccati. Cristo, fratelli, ha fame, egli si degna di aver fame e sete in tutti i poveri; quello che riceve sulla terra lo restituisce in cielo”. Papa Francesco afferma che “Nelle famiglie cristiane più semplici è sempre stata sacra la regola dell’ospitalità: non manca mai un piatto e un letto per chi ne ha bisogno. Una volta una mamma mi raccontava che voleva insegnare questo ai suoi figli e diceva loro di aiutare e dare da mangiare a chi ha fame; ne aveva tre. E un giorno a pranzo – il papà era fuori al lavoro, c’era lei con i tre figli, piccolini, 7, 5, 4 anni più o meno – e bussano alla porta: c’era un signore che chiedeva da mangiare. E la mamma gli ha detto: “Aspetta un attimo”. È rientrata e ha detto ai figli: “C’è un signore lì che chiede da mangiare, cosa facciamo?” “Gliene diamo, mamma, gliene diamo!”. Ognuno aveva sul piatto una bistecca con le patate fritte. “Benissimo – dice la mamma –, prendiamo la metà di ciascuno di voi, e gli diamo la metà della bistecca di ognuno di voi”. “Ah no, mamma, così non va bene!”. “È così, tu devi dare del tuo”. E così questa mamma ha insegnato ai figli a dare da mangiare del proprio. Questo è un bell’esempio che mi ha aiutato tanto. “Ma non mi avanza niente…”. “Da’ del tuo!”. Così ci insegna la madre Chiesa”.