Riflessione : La quaresima

La Quaresima

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Tempo per eccellenza della conversione e del ritorno a Dio. Infatti, la celebrazione della Parola proclama l’invito a ritornare al Signore :“Ritornate a me con tutto il cuore, con digiuni, con pianti e lamenti. Laceratevi il cuore e non le vesti, ritornate al Signore vostro Dio, perché egli è misericordioso e benigno” (Gl 2,12-13). Non è, dunque, un tempo di privazioni o di autocommiserazione, bensì è tempo di riflessione e di revisione di vita, un tempo di crescita e di rinvigorimento spirituale che precede e prepara la celebrazione della Pasqua. Il tempo di quaresima rappresenta il più antico e fondamentale ciclo liturgico della Chiesa, la sua prassi è segnalata sin dal II secolo e la sua struttura di quaranta giorni è dovuta all’influsso della simbologia biblica ed all’imitazione del periodo trascorso da Gesù nel deserto prima della sua vita pubblica. Questo tempo si presenta come il nostro “momento favorevole”, il nostro “giorno della Salvezza” per essere esauditi nel nostro desiderio di comunione con Dio e con i fratelli.
Tempo forte per ascoltare il Signore, per far esperienza della sua misericordia e rientrare nella sua comunione, momento opportuno per conoscere la nostra miseria e la misericordia di Dio, il nostro peccato e la sua grazia, la nostra povertà e la sua ricchezza, la nostra debolezza e la sua forza, la nostra stoltezza e la sua sapienza, la nostra tenebra e la sua luce. Come il popolo di Dio nel deserto che tra le prove, tra la sete e la fame, tra la fede e il dubbio, si preparava per entrare nella terra promessa; così, per quaranta giorni, ogni cristiano percorre un itinerario di penitenza, di preghiera e di carità che lo orienta a celebrare più intensamente la Pasqua. Si tratta di un itinerario personale e comunitario di conversione, di purificazione, di ascolto della Parola e di adesione al Risorto. Ecco il percorso da farsi: ascolto della Parola, fatto con maggiore assiduità, attenzione e amore; preghiera, più frequente, intima e confidente; astinenza e digiuno, come stimolo per impegni più importanti e orientati alla condivisione; elemosina e carità, come testimonianza semplice e generosa di autentica vita cristiana.