Riflessione: La Fede è Certa

 La Fede è Certa

Nella nostra riflessione sulla Fede abbiamo iniziato dicendo che si tratta di un dono di Dio, una grazia, una virtù teologale, ma allo stesso tempo abbiamo affermato che è un atto personale dell’uomo e che ciascuno di noi la manifesta nell’esercizio della carità e della giustizia perché ha come fondamento il mistero del Dio Trino e Unico che ci è stato rivelato da Gesù nel suo Mistero Pasquale. Proprio perché si tratta di un dono divino e di un atto nettamente umano, la fede è certa. Il catechismo della Chiesa insegna che la Fede è più certa di ogni conoscenza umana, perché si fonda sulla Parola stessa di Dio, il quale non può mentire. Indubbiamente, riconosce il catechismo, le verità rivelate possono sembrare oscure alla ragione e all’esperienza umana, ma la certezza data dalla luce divina è più grande di quella offerta dalla luce della ragione naturale. Infatti, come dono divino la Fede si rivela attraverso la Parola e proprio per questo ha una certezza assoluta.  La Parola Eterna rivelata e incarnata nella persona di Gesù offre a noi la garanzia della verità e la certezza più profonda e autentica che si possa desiderare.

Le azioni e la vita stessa di Gesù confermano ciò che ci ha annunciato, anzi ciò che ha sigillato con la sua morte e risurrezione. Il Mistero Pasquale del Cristo conferma la verità della Rivelazione. Certo che la Fede come atto umano ha bisogno di essere compresa, ma la sola intelligenza non basterebbe per tale comprensione se non è illuminata dalla grazia. Si tratta di un binomio inseparabile: grazia divina e ragione naturale. Proprio questo binomio s’intuisce nel famoso detto di Sant’Agostino, “Credi per comprendere: comprendi per credere”. La ragione umana, aiutata dalla grazia divina, è capace di arrivare alla comprensione reale della verità rivelata, e perciò aderisce nell’umile e fiduciosa accettazione del Mistero. Solo quest’adesione, che è la Fede, permette poi al credente di agire nella carità e nella giustizia perché, come afferma Madre Teresa,“la Fede tradotta in pratica è amore, l’amore tradotto in pratica è servizio”. Dunque, la certezza della Fede si fonda nella persona stessa del Signore e fa sì che l’uomo possa agire in modo nuovo, nella giustizia e nella carità, giacché “l’uomo solo naturale non può compiere opere spirituali, né l’uomo spirituale opere solo umane, come né la Fede può produrre le opere dell’infedeltà né l’infedeltà quelle della Fede”, come insegnava sant’Ignazio di Antiochia. Una Fede certa va richiesta nella preghiera con le parole di Papa Paolo VI “O Signore, fa che la mia Fede sia piena, senza riserve, e che essa penetri nel mio pensiero, nel mio modo di giudicare le cose divine e le cose umane… O Signore, fa che la mia Fede sia umile e non presuma fondarsi sull’esperienza del mio pensiero e del mio sentimento; ma si arrenda alla testimonianza dello Spirito Santo, e non abbia altra migliore garanzia che nella docilità alla Tradizione e all’autorità del Magistero della santa Chiesa. Amen.”