Riflessione : La Fede è una virtù teologale

 La Fede è una virtù teologale

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Il catechismo della Chiesa afferma che “la Fede è una virtù teologale per la quale noi crediamo in Dio e a tutto ciò che Egli ci ha detto e rivelato”. Perciò, per comprendere meglio ciò che è la Fede, diventa necessario capire il significato del termine “virtù” che lo stesso catechismo definisce come una disposizione abituale e ferma a fare il bene. Si tratta, dunque, di una propensione o inclinazione al bene; un’attitudine che è comune a tutti gli esseri umani e che li rendi idonei a realizzare e ricercare il bene. La virtù è una facoltà presente nella nostra vita che ci fa ammirare e ricercare tutto quello che è vero, nobile, giusto, puro, amabile, onorato, che merita lode e che deve essere oggetto dei nostri pensieri come chiede l’Apostolo Paolo (lettera ai Filippesi 4,8). Tale disposizione, si afferma, è abituale e ferma, perciò non si riferisce a qualcosa di temporaneo o transitorio ma stabile, qualcosa di consueto e che in più consente alla persona, non solo di compiere atti buoni, ma di dare il meglio di sé. Poiché parliamo di virtù teologale, si riferisce direttamente a Dio, nel senso che ci dispone a entrare in relazione con Lui. Così il nostro essere immerso nella Santissima Trinità realizza in noi la conformazione totale con Cristo e ci fa vivere nello Spirito Santo per compiere le opere di Dio. Si tratta di una virtù infusa da Dio nella nostra anima; un dono dato al momento del Battesimo; una grazia riversata in noi per renderci capaci di agire come i suoi figli e ricevere la vita eterna. Da tutto ciò ne deriva l’unita tra la Fede e l’agire umano giacché la virtù consiste nell’inclinazione e realizzazione del bene. Vivere e operare il bene è credere. Le opere della carità, della verità, della giustizia manifestano la Fede vera perché Dio è Amore, Giustizia e Verità. Tocca noi nutrire la Fede, renderla sempre più concreta e testimoniarla con la vita stessa. Tale è lo scopo dell’Anno della Fede indetto da Papa Benedetto XVI dall’11 ottobre 2012 al 24 novembre 2013: « Desideriamo che questo Anno susciti in ogni credente l'aspirazione a confessare la Fede in pienezza e con rinnovata convinzione, con fiducia e speranza. Sarà un'occasione propizia anche per intensificare la celebrazione della Fede nella liturgia, e in particolare nell'Eucaristia, che è "il culmine verso cui tende l'azione della Chiesa e insieme la fonte da cui promana tutta la sua energia". Nel contempo, auspichiamo che la testimonianza di vita dei credenti cresca nella sua credibilità. Riscoprire i contenuti della Fede professata, celebrata, vissuta e pregata, e riflettere sullo stesso atto con cui si crede, è un impegno che ogni credente deve fare proprio, soprattutto in questo Anno. »