Giovani: san Giorgio all'Isola

 

Salami Ungheresi,Panino con porchetta e Pecorelle: Campo Scuola Giovani San Giorgio All’Isola!!

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di Eleonora Del Prete & Tania Bonanno dal Gruppo Vitamina C

 

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No, era una proposta indecente, impossibile da realizzare. Poche adesioni, poco tempo per organizzarsi. Insomma, l’idea che riuscissimo a fare questo campo scuola era quasi fallita, ma GRAZIE alla tenacia del mitico Remigio, organizzatore del tutto, ce l’abbiamo fatta!!

Tutti i problemi il 29 agosto 2011 alle ore 6.30 del mattino erano svaniti e dopo aver ringraziato il Signore nella nostra chiesa parrocchiale, siamo partiti con entusiasmo e tanta felicità.

Appena arrivati, abbiamo accolto le nuove ragazze, Gloria e Giada, per le quali era la prima esperienza di campo scuola con noi. Dopo esserci sistemati nelle camere e aver pulito tutta casa, ci hanno diviso per gruppi. Ed ecco che si svela il significato del titolo di questo articolo: Salami Ungheresi, era il nome del primo gruppo, Panino con Porchetta, del secondo, e infine le Pecorelle. In più c’era il quarto gruppo formato dagli adulti incluso il nostro parroco Don Luis. Successivamente ci hanno consegnato il programma dei tre giorni, il quale consisteva in: sveglia 4 a.m., Lodi Mattutine, Recita dell’Angelus e del Santo Rosario, Via Crucis, Vespri e Compieta. Dopo aver letto tutto ciò, è nata in noi la tentazione di prendere le valigie, alzare i tacchi e tornare a casa… ANCHE A PIEDI!!!! Rassegnati e ormai giunti a destinazione ci siamo detti di rimanere e affrontare il tutto, dato che avevamo fatto un pieno di Vitamina C.

Abbiamo così iniziato il primo gioco, che consisteva nel costruire, bendati e senza poter parlare fra di noi,una figura con una corda. Lo scopo del gioco era di riuscire a formare un’immagine attraverso l’unico senso che avevamo a disposizione, il tatto, e con l’unica risorsa utilizzabile: la fiducia negli altri componenti del gruppo. La prima sera dopo aver acceso il falò ci siamo riuniti intorno ad esso e ci sembrava strano che ancora non avevamo fatto nessuna delle mille preghiere in programma. Ma pensavamo male, poiché subito abbiamo iniziato la Compieta. Dopodiché, ci hanno consegnato il vero programma e i nostri cuori si sono rasserenati.

Ovviamente una notte di campo senza scherzi, non è una notte di campo! Durante la notte cinque ragazzi si sono recati in cucina e trovando a portata di mano i maritozzi pronti per l’escursione del giorno dopo, non hanno saputo resistere e se ne sono mangiati uno a testa! Per far sì che noi non ce ne accorgessimo, hanno sostituito ai loro maritozzi dei sassi. Ma non essendo fessi la mattina dopo alla consegna del pranzo, abbiamo messo nel loro sacco i sassi da loro preparati!

Così siamo partiti per la lunga, faticosa, stancante, distruttiva, perdi calorie, escursione per i Laghi di Pilato. Carichi di forza di spirito e di energia, siamo partiti da Foce di Montemonaco e siamo arrivati a destinazione dopo tre lunghissime ore, con una voglia di dormire e mangiare tanto grande quanto la salita. Dopo esserci rifocillati ci hanno proposto un gioco: “Se io fossi”. Ad esempio: “Se io fossi una canzone?”-“Saresti sicuramente una di quelle canzoni che iniziano tranquillamente e poi diventano più ritmate come i fuochi d’artificio”. Spiegazione: chi risponde, descrive com’è l’altro attraverso l’oggetto in cui lui si è identificato. È stato molto chiarificatore. Molti di noi hanno sempre avuto paura del giudizio degli altri mentre dal gioco sono venute fuori impressioni del tutto diverse da quelle che avevamo in mente. Forse è vero che nel rapporto con gli altri, anche con coloro che consideriamo nostri amici, non bisogna fermarsi alle apparenze ma andare ben più a fondo.

Nel pomeriggio, abbiamo ripreso il cammino per tornare a casa e la discesa è stata molto più dura della salita. Mentre scendevamo, abbiamo celebrato la Santa Messa. Dopo aver fatto cena, siamo andati a letto stanchi e doloranti.

E così è arrivato l’ultimo giorno. La mattina ci siamo recati al lago di Gerosa, dove abbiamo riflettuto con noi stessi, isolati da tutti, su questi tre giorni di campo scuola. Questa ora di riflessione l’abbiamo chiamata “Deserto”. È stata una delle più belle attività svolte. Tornati a casa, dopo il pranzo ci aspettava un pomeriggio di maxi gavettoni con le pentole della cucina. Alla fine, abbiamo ripreso tutte le nostre valigie e siamo andati a far cena in pizzeria.

Questo è stato un campo di sincerità, dove non ci sono statti brutti momenti, ci siamo aiutati tutti come fossimo una vera famiglia, abbiamo riso, scherzato, pregato. Anche se siamo tornati a casa stanchi, doloranti, raffreddati, con le labbra screpolate dal vento dei Laghi di Pilato, siamo ugualmente contenti dell’esperienza vissuta. Di tutto ciò dovremmo ringraziare il Signore perché non ci ha mai lasciati ed è stato per noi un eccezionale compagno di campo.