Persone: Padre Felice Sciannameo

  Padre Felice Sciannameo

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Progetto recupero ragazzi di strada KAMPALA

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A cura di Bianca Bruni

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Domenica 23 gennaio della settimana di preghiera per l’unità dei cristiani abbiamo accolto nella nostra comunità Padre Felice Sciannameo, missionario in terra Ugandese e responsabile di vari progetti in tre diocesi di questo paese. Già sabato pomeriggio il nostro ospite ha potuto conoscere un po’ la nostra comunità visitando i vari gruppi di catechesi che stavano tenendo i propri incontri settimanali nei locali parrocchiali. Non sono mancate le domande che alcuni bambini hanno rivolto a Padre Felice particolarmente colpiti da alcuni aspetti della sua missione, in particolare quelli legati alle mamme che sono in prigione e che, quindi, non possono vivere con i lori figli.

Non poteva essere di migliore auspicio questa sua presenza. Sono ormai 33 anni che Padre Felice dedica la sua vita all’evangelizzazione portando soluzioni concrete in varie regioni dell’Uganda attraverso la costruzione di centri dove accoglie bambini, ragazzi e ragazze abbandonati a se stessi ed offrendo loro scuole e case dove trovano un ambiente sano ed accogliente, assistito dalle suore e da laici che si prodigano a dare loro un’istruzione ed a far sì che attraverso l’apprendimento di un mestiere possano ritrovare la loro dignità umana ed essere persone nuove e indipendenti.

Il Signore ci ha donato la grazia di partecipare, poi, alla Celebrazione Eucaristica domenicale presieduta da Padre Felice, con la benevola approvazione del nostro parroco Don Luis. Padre Felice ha ricordato e sottolineato la bellezza e la fortuna che noi tutti abbiamo di vivere in questo pezzetto di paese, in questa zona dove il lavoro della terra ci porta ad essere in stretto contatto con il Creato esortandoci a “ringraziate, il Signore per tutto quello che avete perché molti sono coloro a cui tutto manca”. Infatti in molti paesi e in Uganda dove lui opera la povertà e l’ingiustizia la fa da padrona.

La sua fiducia riposa unicamente nella grazia del Signore e quando mancano le forze sicuramente non si lascia scoraggiare perché la sua vita l’ha dedicata a Cristo suo unico e nostro Salvatore. Ha condividere con noi una delle sue preghiera “Signore aiutami ad aiutarti, fammi tu la strada e io ti seguirò”.

Ci ha poi esortato a rinnovare la nostra conversione, a riscoprire l’amore verso noi cristiani. Ha ribadito che abbiamo la necessità di rinnovare la nostra conversione per trasmetterla ai nostri giovani che ne hanno tanto bisogno. Mettere Cristo al centro della nostra esistenza, con la preghiera, con un comportamento coerente alla nostra fede, ci rende pronti all’accoglienza vicendevole ricordando quel messaggio d’amore imparagonabile che Cristo nostro Signore ci ha lasciato: “Amatevi a vicenda come io vi ho amato”. L’amore e il perdono devono cominciare dalle nostre famiglie che devono vivere nella carità perché, come ci ricordava Padre Felice, “si è più felici donando che ricevendo”. Egli, poi, ci ha ricordato di ringraziare il Signore per la grande libertà di cui godiamo perché in molte altre parti del mondo tutto ciò è negato.

Padre Felice ci ha trasmesso il calore e la gioia che con l’aiuto di Cristo le sue case d’accoglienza respirano. La nostra comunità ha risposto con entusiasmo e generosità all’appello che ci ha rivolto. Infatti per portare avanti la costruzione di nuovi centri d’accoglienza, di ospedali e di pozzi serve denaro per raccogliere il quale egli ci ha offerto oggetti realizzati dagli ospiti di questi centri quali rosari di carta riciclata, bamboline fatte di stoffe colorate che esprimevano tutta la dolcezza di questi figli di Dio e nostri fratelli e sorelle.

Accoglieremo di nuovo questo missionario per alcune catechesi a l’occasione del 50mo anniversario della nostra parrocchia.