Camposcuola: Macereto 2016

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Sacramenti: 1a Comunione

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Documenti: Lettera alle famiglie N.118 -Settembre

 

Carissimi,ancora una volta ci ritroviamo mediante questa lettera mensile che è per me l’unico modo di comunicare con molti di voi. Il mese scorso si raccontava delle esperienze della GMG e dei Campi Scuola che hanno visto la presenza da diversi giovani e ragazzi della nostra Comunità. Ringrazio di cuore quanti hanno dato la propria disponibilità, chi come educatore, chi in cucina o chi con i propri mezzi ha aiutato a trasportare il necessario per le attività. Sono profondamente grato e certo che questa esperienza ha fatto crescere ragazzi e adulti. La gioia di questi eventi deve motivare la nostra Vita Parrocchiale e stimolare a un impegno maggiore in modo che la ricchezza di queste esperienze possa donarci ancora il desiderio di crescere nella Fede e nel servizio altrui.

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Giubileo della Misericordia: le Opere di Misericordia

 

 Giubileo della Misericordia: le Opere di Misericordia

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Quarta Opera di Misericordia spirituale: Consolare l’afflitto
Le afflizioni sono espressioni di una sofferenza così intensa e continuativa, da far sperimentare in una persona la prostrazione dell’animo e l’oscuramento della speranza. Sono molte le cause che la provocano: una malattia fisica di cui non si conosce la natura e l’esito, un momento di gravi difficoltà economiche (un debito che non si riesce a pagare, la stretta dell’usura, il fallimento…), il deterioramento dei rapporti familiari, la perdita di stima nell’ambiente di lavoro e tante altre tristezze, desolazioni, angustie o la esperienza della morte dei nostri cari. In questi momenti è importante sentire a fianco qualcuno disponibile a camminare insieme e insieme cercare una soluzione. Infatti, l’opera di misericordia per essere efficace deve proporsi di sollevare dall’angoscia, deve cercare d’individuare le cause dell’afflizione e rimuoverle. Il Popolo d’Israele nella sua storia ha fatto esperienza di sconforto, abbandono e solitudine ma ha costatato che “il Signore consola il suo Popolo e ha pietà dei suoi miseri” (Is.49,13). L’apostolo Paolo ha tracciato le basi di una teologia cristiana della consolazione “Sia benedetto Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo, Padre misericordioso e Dio di ogni consolazione, il quale ci consola in ogni nostra tribolazione perché possiamo anche noi consolare quelli che si trovano in qualsiasi genere di afflizione con la consolazione con cui siamo stati consolati noi stessi da Dio” (2Cor.1,3-5). La consolazione è quasi sempre dare un’interpretazione diversa alla realtà che ci fa soffrire. Ciò che ci consola è avere dentro di noi il pensiero di Cristo sulle nostre afflizioni. Perché, in realtà, ciò che ci affligge veramente è l’interpretazione che il mondo, la carne e il demonio ci danno delle nostre sofferenze. Davanti ad una qualsiasi sofferenza il mondo inizia a dirci: «È inutile», la carne continua con: «È inumana», e il demonio: «È una fregatura». Invece Gesù Cristo ci rivela che se soffriamo è semplicemente perché si rivelino in noi le opere di Dio. Si riveli cioè che Dio sta facendo un’opera salvifica, utile ed umana attraverso la croce che ci mette davanti. Essa diventa il luogo dell’incontro con Lui. Papa Francesco, nella solennità dell’Ascensione di quest’anno, affermava che “Nei momenti di tristezza, nella sofferenza della malattia, nell’angoscia della persecuzione e nel dolore del lutto, ognuno cerca una parola di consolazione… Sentiamo forte il bisogno che qualcuno ci stia vicino e provi compassione per noi. Sperimentiamo che cosa significhi essere disorientati, confusi, colpiti nel profondo come mai avevamo pensato. Ci guardiamo intorno incerti, per vedere se troviamo qualcuno che possa realmente capire il nostro dolore. La mente si riempie di domande, ma le risposte non arrivano. La ragione da sola non è capace di fare luce nell’intimo, di cogliere il dolore che proviamo e fornire la risposta che attendiamo. In questi momenti, abbiamo più bisogno delle ragioni del cuore, le uniche in grado di farci comprendere il mistero che circonda la nostra solitudine. Il Signore, ha promesso ai suoi discepoli che non li avrebbe mai lasciati soli: in ogni situazione della vita Egli sarebbe stato vicino a loro inviando lo Spirito Consolatore che li avrebbe aiutati, sostenuti e confortati”. Ciò che ci consola e ci salva infatti è lo sguardo di Cristo e la forza dello Spirito.

Adorazione Eucaristica

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Ogni primo giovedì del mese alle 21.15 si svolge nella nostra parrocchia l'Adorazione Eucaristica.

L'Adorazione Eucaristica è un momento privilegiato per sostare davanti Gesù e presentargLi  le nostre lodi, i nostri ringraziamenti, le nostre preghiere, adorarlo con tutto il cuore facendo spazio unicamente a Lui, vivo e presente, che con il suo immenso amore parla ai nostri cuori a volte delusi, tristi e soli. La Sua luce rigenera la nostra fede, la Sua parola accompagna i nostri passi sulla via della salvezza eterna.E un'ora che ci permette di sperimentare la bellezza della preghiera comunitaria. Non mancare,Gesù ti aspetta ! 

Storia: Nostra Signora di Fatima

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 Fra le apparizioni mariane, quelle relative a Nostra Signora di Fatima sono tra le più famose. Secondo il loro racconto, tre piccoli pastori, i fratelli Francisco e Giacinta Marto (9 e 7 anni) e la loro cugina Lucia dos Santos (10 anni), il 13 maggio 1917, mentre badavano al pascolo in località Cova da Iria (Conca di Iria), vicino alla cittadina portoghese di Fátima, riferirono di aver visto scendere una nube e, al suo diradarsi, apparire la figura di una donna vestita di bianco con in mano un rosario, che identificarono con la Madonna. Dopo questa prima apparizione la donna avrebbe dato appuntamento ai bambini per il 13 del mese successivo, e così per altri 5 incontri, dal 13 maggio fino al 13 ottobre.

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Pellegrinaggio del Santo Padre a Fatima.